In pubblicità il fine ultimo è scolpire la reputazione di un prodotto o di un’azienda, capire le dinamiche cognitive può esserci molto utile, prima di tutto nelle attività creative, ma ma anche nei confronti diretti.

Una delle più grandi illusioni di sempre è credere che la nostro cervello e quindi noi, ragioni in modo del tutto autonomo, costruendo ragionamenti e opinioni in modo del tutto indipendente. In realtà siamo vittima per una parte più o meno estesa di una serie di pregiudizi e scherzi cognitivi capaci di influenzare la nostra percezione della realtà. Ve ne elenco alcuni trovati in giro per la rete.

Riconoscimento della schema

Uno tra i più diffusi è l’illusione dello schema, che ci porta a credere che esista uno scheda dove in realtà non c’è, se ne trovano tracce continuamente nell’ambiente del gioco d’azzardo, dalle forme più semplici come la classifica dei numeri ritardatari che da sempre attirano più puntate degli altri numeri oppure il delirio statistico che coglie giocatori incalliti di slot machines e video poker.

Effetto di Horn

Noto anche come l’effetto alone, è il meccanismo che ci fa in modo che un singolo tratto negativo possa influenzare l’opinione generale anche se non direttamente coinvolto con lo scopo primario. Ne vediamo una continua dimostrazione nell’ambito della politica, dove gossip sulla vita privata di governanti vengono utilizzati per veicolare i consensi degli elettori, come se abitudini private fossero direttamente collegare alla capacità di governare.

Effetto Cheerleader

Un meccanismo simile è l’effetto cheerleader, che tende a farci considerare più belli se circondati da persone di bell’aspetto, la spiegazione nel fatto che il cervello tende a considerare le caratteristiche di un gruppo come una media, ricordando più gli aspetti generali.

Effetto Rosenthal

È una forma di suggestione che ci porta a conformarci all’opinione che gli altri individui hanno di noi, sia negativa che positiva. Rosenthal sottopose gli alunni di una classe di scuole elementari e li sottopose a dei testi di intelligenza, comunicando dei risultati falsi. Dopo un anno gli alunni che avevano ottenuto i risultati migliori erano diventati i primi della classe, mentre quelli che avevano ottenuto i risultati peggiori, era realmente peggiorati.

Superiorità Illusoria

È un pregiudizio cognitivo che ci tende a farci considerare migliori le cose se realizzate da noi, per dirla breve ci fa sopravvalutare il nostro lavoro e sottovalutare quello degli altri. Un meccanismo alla base del successo dei prodotti IKEA.